SEMINA-EMERGENZA
Dopo esserci assicurati delle caratteristiche che potranno avere le piante che nasceranno dai semi in nostro possesso, potremo procedere alla semina.
Una pratica molto comune è quella di far germinare i semi nel cotone o fra strati di carta bagnati e poi trapiantare soltanto quelli nati. Questa tecnica è da EVITARE ASSOLUTAMENTE in quanto le piantine appena uscite dal seme sono fragilissime, e da evitare di toccare per non arrecar loro danno. Con una tecnica del genere avremo meno piante: molte di loro saranno uccise o lesionate al momento della posa nel terreno.
Potremo mettere i semi a bagno per 24 ore in acqua tiepida, per permettere loro di iniziare a gonfiarsi, poi collocarli nel terreno. Ogni vaso (da 8 a 12 cm di lato) potrà contenere una sola piantina.
Il vaso sarà riempito con un terriccio adatto a trattenere molta aria (vedi cap. sul terreno) e inzuppato d'acqua (dal fondo, per capillarità. Così non si compatta e trattiene molta più aria che se bagnato da sopra).
Il seme dovrà essere collocato ad una profondità da 0,5 a 1 cm sotto terra.
Il terreno dovrà essere mantenuto costantemente umido (ma l'acqua non deve mai ristagnare) ed ad una temperatura fra i 20 ed i 25 gradi centigradi. Controllare il PH: spesso il terreno si inacidisce rapidamente, a volte al punto da bloccare la crescita dell'embrione, far marcire la giovane radice e uccidere la piantina.
Dopo alcuni giorni (da 2 a 10-15, a seconda delle varietà, della temperatura e della composizione del terreno, dell'età e del vigore del seme), le piantine cominceranno ad uscire dal terriccio, con il guscio del seme ancora attaccato al fusto allo stato embrionale (questo momento è detto emergenza -delle piante dal terreno).
Da questo momento le piante cominceranno la loro crescita, e noi forniremo loro 18 ore di luce e 6 di buio ininterrotto al giorno. In questo periodo la luce migliore sarà fornita da lampade fluorescenti con un emissione di almeno 4000 °K; le lampade saranno mantenute a 2-10 cm dalla cima delle piantine. Si può utilizzare da subito una lampada agli ioduri metallici, ottima per la crescita (con una gradazione di colore di 4000 °K, o più), ma con il difetto di emettere molto calore e quindi il rischio di bruciare le piantine appena nate, se troppo vicina, o di farle allungare eccessivamente, se troppo lontana. La distanza sarà proporzionale alla potenza della lampada: da 60 a 90 cm, sempre controllando la temperatura.
Con la caduta del guscio si apriranno i cotiledoni (foglioline arrotondate presenti nel seme), e subito dopo apparirà la prima coppia di vere foglie: un paio di foglioline seghettate opposte fra di loro, ognuna con il suo picciolo (gambo fogliare).

Le paia di foglie successive spunteranno in formazioni opposte, e queste foglie saranno formate, nel secondo paio da 3 foglioline ognuna, nel terzo paio da 5, e così via fino a 11-13 foglioline per foglia. All'intersezione delle foglie con lo stelo presto cominceranno a crescere piccoli rami.

È importante che la fonte luminosa sia il più possibile vicino alla cima delle piantine dal momento dell'emergenza. Questo per evitare che le piantine si allunghino alla ricerca di luce e per favorire la rapida formazione di interno di (e quindi in seguito rami) molto ravvicinati.

Il consumo di acqua e di sostanze nutritive (in prevalenza fosforo) delle piantine appena nate sarà ridottissimo, e crescerà progressivamente con la crescita degli apparati radicale e fogliare.
La temperatura sarà sui 20 °C o di poco superiore; per i primi 15 giorni sarà meglio non accendere il ventilatore, per evitare di piegare le piantine, tenerissime, ma un ricambio d'aria è sempre necessario.
Attenzione: bisogna piantare almeno il triplo di semi delle piante finali previste (sarebbe meglio il quadruplo): alcuni semi non nasceranno, alcune piante saranno stentate, altre potranno avere problemi di vario tipo, ed infine la metà circa (in natura e in coltivazioni in pieno campo leggermente di più, dal 50 al 60%) saranno maschi. Se proprio avanzassero delle piantine, si possono regalare a qualche amico contento di curarle.
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